L’Università di Genova per gli studenti stranieri

L’Università di Genova per gli studenti stranieri


Dall’a.a. 2011-12 è attiva presso il nostro Ateneo la Scuola di lingua e cultura italiana per stranieri (Slici). La nostra Università ha la percentuale più alta in Italia (il 10%) di studenti stranieri, ma non tutti giungono da noi con la conoscenza richiesta della nostra lingua, e cioè il quarto livello su sei (B2) secondo gli standard stabiliti dal Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Conseguenza di ciò sono le loro notevoli difficoltà nel comprendere le lezioni e quindi nel sostenere gli esami, ma anche il loro arduo inserimento nella vita sociale italiana; l’esito finale di questa situazione era rappresentato in anni ancora recenti dall’alto numero di abbandoni (circa il 30%) da parte degli studenti stranieri già dopo il primo anno.


La Slici opera una prima valutazione delle conoscenze dell’italiano da parte di tutti gli studenti stranieri che si iscrivono per la prima volta alla nostra Università con un test autunnale e sulla base dei risultati coloro che non lo superano (quest’anno 355 su 438) sono avviati a corsi gratuiti di italiano articolati, in rapporto alle carenze registrate, in 40, 80 o 120 ore. I corsi (quest’anno sono stati 13 per circa 300 studenti), a seconda delle Scuole di appartenenza degli studenti, si svolgono nel polo di via Balbi e in quello di San Martino e sono tenuti da docenti reclutati con un bando nazionale molto selettivo. Per l’anno in corso si sono già conclusi i corsi di 40 e di 80 ore, al termine dei quali gli studenti sono stati sottoposti ad un nuovo test volto ad accertare l’effettivo miglioramento delle loro conoscenze dell’italiano e il 95% ha superato questa prova, mentre in luglio toccherà agli studenti dei corsi di 120 ore: questi sono quelli che incontrano maggiori difficoltà perché è ovvio che non è facile imparare l’italiano soprattutto per chi, come i cinesi e gli arabi, proviene da culture nelle quali già i segni dell’alfabeto sono differenti. È però interessante rilevare che tra coloro che superano il primo test e che in seguito danno buoni esiti nella frequenza dei corsi sono gli studenti dei 13 Paesi africani presenti nella nostra Università, il Camerun su tutti. Com’è noto, il contingente straniero più rappresentato è costituito dai cinesi, per lo più molto volenterosi anche se il loro metodo di apprendimento essenzialmente mnemonico non li facilita nello studio di una nuova lingua; seguono poi iraniani, ecuadoriani, albanesi, tunisini e via via sino a formare un quadro articolato di circa 50 Paesi esteri presenti nella nostra Università; e quando sentiamo questi studenti di tutto il mondo comunicare tra loro in italiano pensiamo che l’obiettivo della Slici comincia ad essere raggiunto.


Gli studenti che nelle varie sessioni di test di verifica del primo anno superano la prova colmano dunque il debito formativo conseguito con l’esito negativo del test iniziale e, se intendono completare la conoscenza della cultura italiana – in effetti molti stranieri vengono a studiare a Genova attratti, oltre che dalla buona fama dell’Ateneo, dalla tradizione culturale italiana e dalle qualità climatiche e paesaggistiche della città - possono inserire nel secondo anno del piano di studi la materia creditizzata (9 cfu) “Letteratura e cultura italiana per stranieri con elementi di lingua”, insegnata presso la Scuola di Scienze Umanistiche; gli studenti che invece non superano il test entro il primo anno non potranno sostenere gli esami del secondo.


L’articolato programma della Slici, unico in Italia per la capillarità con la quale sono seguiti gli studenti stranieri e per la gratuità dei qualificati corsi loro offerti e che si pone all’avanguardia nel quadro dell’accoglienza e dell’inserimento degli stranieri nella vita sociale del Paese oltre che nella formazione universitaria, richiede un complesso lavoro organizzativo, che viene svolto con lodevole impegno dall’ufficio Settore Accoglienza Studenti Stranieri (SASS) e dai referenti per quest’attività delle cinque Scuole.

Francesco De Nicola
Direttore della Scuola di lingua e cultura italiana
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