L'Ateneo e il Festival della Scienza

L'Ateneo e il Festival della Scienza

Logo del Festival della Scienza 2012In occasione della X edizione del Festival della Scienza ritengo doveroso ricordare che l’Università è socio fondatore del Festival della Scienza fin dal 2003 e che fra i compiti delle Università c’è anche la promozione della cultura.
La partecipazione dell’Ateneo al Festival è sinergica in quanto l’Università mette a disposizione risorse logistiche e umane importanti, come la qualità di molti relatori del Festival e dei componenti del Consiglio Scientifico, che sono anche docenti universitari, e ne ricava potere di attrazione nei confronti dei giovani, in particolare per quanto riguarda le iscrizioni alla facoltà scientifiche, che hanno già tratto e trarranno probabilmente anche in futuro beneficio dal partecipare a una manifestazione del genere.

Come Ateneo abbiamo cercato negli anni di strutturare meglio la nostra partecipazione, proponendo anche autonomamente iniziative di grande prestigio che concorrono ad arricchire il programma. In questa edizione, per esempio, una parte importante è costituita dalle celebrazioni per i 500 anni dell’Insegnamento Medico a Genova con la mostra “Stregoni aristotelici e scienziati indigeni” presso la Commenda di Prè e il dialogo internazionale nell’ambito de “Les Conversations de Salerne” che si è tenuto con successo il 26 ottobre a Palazzo Balbi, che per la prima volta è location del Festival.
A questo proposito segnalo l’apertura per tutto il periodo del Festival dell’Orto Botanico per il laboratorio “Ci vuole un fiore” e dell’Aula Meridiana, dal 1 al 4 novembre, per “Immagina un anno in 7 metri di Sole”, un’iniziativa che si svolge anche presso la sede della Camera di Commercio e che permette di far rivivere uno strumento storico e portare la sua esistenza a conoscenza del pubblico, in attesa magari di recuperarlo completamente. Palazzo Balbi ospiterà anche alcune conferenze, per esempio sulle cellule staminali (il 1 novembre) o sul modo di comunicare per immagini dei Gesuiti, già presentata il 28 ottobre e che verrà riproposta il 4 novembre e che ha fra i protagonisti la stessa Aula Magna del Palazzo.

A proposito del nostro rapporto con il Festival non dobbiamo dimenticare il ruolo cruciale svolto dagli animatori, che sono per buona parte studenti o laureati della nostra Università. Ritengo che l’esperienza di animatore sia importantissima per la loro formazione perché il Festival rappresenta un’occasione straordinaria di confronto con pezzi di società con i quali non è consueto dialogare e ai quali è importante spiegare i perché, le fatiche ma anche la bellezza del lavoro dello scienziato. E l’importanza di prendere decisioni il più possibile consapevoli.

Maurizio Martelli
Prorettore vicario

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